Circolare 2014

Circolare n. 1  del 3 gennaio 2014

Il 2014 sarà l’anno definitivo della tassa sulla casa? L’interrogativo è d’obbligo vista la combutta tra Imu, Tasi, Tari. Di certo ci sarà una importante riforma del catasto che cambierà i valori delle abitazioni, con un conseguente innalzamento della pressione fiscale. Ecco di seguito dove la scure dell’erario andrà a colpire i contribuenti italiani.

Stop agli affitti in contanti (solo per quelli ad uso abitativo). Per combattere le evasioni fiscali immobiliari, arriva una norma ad hoc che impone il pagamento del canone d’affitto solo con metodi tracciabili, a prescindere dalla cifra, e non più in contanti (fino ad oggi il limite dei pagamenti in contanti era di 1.000 euro).

Agevolazioni fiscali. Saranno ridotte entro la fine di Gennaio le detrazioni fiscali, ad esclusione di soggetti invalidi, disabili e non autosufficienti. Le detrazioni, fino ad oggi al 19%, saranno ridotte retroattivamente di un punto nel 2013 e di due nel 2014.

Bonus bebé sono state inoltre rifinanziate misure per i nuovi nati e i bambini adottati per l’anno 2014, appartenenti a famiglie a basso reddito, e la Social card. Viene confermato che dal 2014 le elezioni si svolgeranno in un solo giorno.

Bonus energia. Proroga di due anni per il bonus energetico, per la riqualificazione di edifici, caldaie, pompa di calore, serramenti basso emissivi. Per il 2014 lo sconto sarà del 65%,mentre dal 2015 la deducibilità passerà al 50%.

Case sfitte, riecco l’IRPEF. Esentati prima per il pagamento dell’IMU, dal 2014 le seconde case tornano a pagare l’IRPEF  anche se al 50%. Ma sarà solo applicata su seconde case possedute nello stesso comune di residenza. Sono esentate le case vacanza e quelle possedute nei paesi di origine.

Sale il bollo del conto titoli. Aumenta di mezzo punto il bollo sui conti titoli, che passa da 1,5×1000 a 2×1000. Pesante batosta per i grandi investitori: sale il tetto massimo da 4.500 euro a 14.000 euro; mentre viene eliminato il limite di imposta.

 

Cedola “leggera” per affitti concordati. Riduzione della cedola dal 19% al 15%, per gli affitti con i canoni concordati, ovvero valori calmierati concordati tra le associazioni inquilini e proprietari immobiliari; e andrà indicata nella dichiarazione dei redditi che si presenterà a maggio-giugno 2014. Chi invece non percorrerà la strada cedolare, arriverà un aggravio consistente in quanto la deduzione forfettaria sul canone di locazione scende dal 15% al 5%.

Riforma del catasto, dai vani ai mq. Quasi al capolinea la riforma del catasto, che prevede la catalogazione degli immobili in base ai metri quadri e non più al numero di vani, e le rendite avranno i valori di mercato. L’operazione sarà comunque graduale.

IRPEF più leggera, migliorano le detrazioni. Per lavoro dipendente aumentano le detrazioni IRPEF per i redditi tra gli 8.000 e 55.000 euro; le detrazioni saranno maggiori per i redditi più bassi (ad esempio per un reddito di 20.000 la detrazione sarà di 200 euro).

AUMENTO IVA – Dai carburanti alle sigarette, passando per gli alcolici.

Aumento IVA per i distributori automatici. Caffè e merendine: dal primo gennaio 2014 sarà possibile aumentare il prezzo di circa il 6%, adeguandolo all’aumento Iva dal 4 al 10%, per i distributori collocati in ospedali, caserme, uffici, scuole e altri edifici destinati alla collettività per i quali erano stati stipulati i contratti prima dell’aggravio fiscale.

Ma non è tutto. Dopo l’aumento scattato a ottobre sull’aliquota massima, quella del 21% salita al 22%, per il 2014 potrebbe esserci all’orizzonte un nuovo inasprimento della stessa fascia di contribuzione che potrebbe arrivare al 23%.

Equitalia sconto sulle cartelle. Per le cartelle Equitalia ricevute entro il 31 Ottobre 2013, si potrà saldare solo la somma dovuta in origine al netto quindi di interessi e mora, se saldate entro il 28 Febbraio 2014.

Fondi taglia tasse. Per dare il via ad un sensibile taglio sulla pressione fiscale, nel nuovo fondo per la riduzione della pressione fiscale confluiranno le risorse provenienti dalla spending review e dalla lotta all’evasione fiscale, così da destinarle alla deduzione Irap e aumento della detrazione Irpef.

Irap in calo per i neo assunti. Per i datori di lavoro una bella notizia: diminuzione dell’Irap per nuovi dipendenti a tempo indeterminato. L’importo deducibile è pari al costo del nuovo personale assunto, ma nel tetto limite di 15.000 euro. Lo sconto avrà una durata di tre anni.

IUC. Ovvero Imposta Unica Comunale, che si paga sugli immobili comunali. In buona sostanza si tratta del contenitore in cui convogliano i tre tributi comunali sulla casa: Imu su seconde case e prima di lusso, Tasi (che sostituisce di fatto la Tares), Tari che va a sostituire la vecchia tassa sui rifiuti.

Deducibilità parziale di Imu dall’Ires per le imprese. L’Imu che le imprese pagheranno per gli immobili strumentali (come ad esempio i capannoni), potrà essere dedotto per il 30% sull’anno di imposta 2013 (quindi per la prossima dichiarazione dei redditi di maggio-giungo 2014) e 20% dal 2014.

LOTTA EVASIONE, REDDITOMETRO IN ARRIVO: dopo una serie infinita di proroghe, per il nuovo redditometro è vicino il debutto. Arrivato a dicembre l’ultimo via libera del garante della privacy sono in rampa di lancio le lettere per chiedere chiarimenti ai contribuenti che, in base a 100 diversi indicatori (dai quadri alla retta dell’asilo, dalle spese per la colf all’iscrizione al circolo sportivo, dalle giocate online, auto di lusso, colf ai Bot) dichiarano meno di quanto dovrebbero in base a questo strumento.

RIFORMA ISEE: Dal 2014 cambiano le regole sull’Isee, l’indicatore della situazione economica da produrre per avere accesso a prestazioni legate al reddito (rette per l’università, mense ecc) per evitare che siano favoriti gli evasori. Il nuovo indicatore considera tutte le forme di reddito, comprese quelle fiscalmente esenti. Aumenta il peso della componente patrimoniale considerando il valore degli immobili rivalutati ai fini Imu. Si tiene conto delle famiglie numerose e della presenza nel nucleo di disabili.

Mini-Imu per la prima casa a Gennaio. Il 24 gennaio appuntamento per la rata mini Imu. Ma non finisce qui. I contribuenti che possiedono una prima casa in quei comuni che hanno previsto l’aumento delle aliquote rispetto a quelli “consigliate” a livello statale, è previsto il versamento del 40% dovuto in ragione della maggiorazione.

Capitali esteri. Nella prossima dichiarazione dei redditi bisognerà indicare anche gli importi inferiori ai 10.000 euro, per i capitali versati all’estero. Calo delle sanzioni, che scenderanno secondo quanto presente a livello europeo.

Contributo di solidarietà per i ricchi. Peri redditi superiori ai 300.000 euro annui è confermata l’introduzione del contributo di solidarietà pari al 3%, per il prossimo triennio 2014-2016.

Pensioni d’oro. Nonostante le precedenti bocciature della Corte dei Conti il Governo rilancia la tassa sulle pensioni d’oro: 6% per l’eccedenza di 90.168,26 euro annui, 12% oltre i 128.811,80 euro, 18% l’eccedenza i 193.217,70 euro annui.

RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE: rimarrà anche per tutto il 2014 la detrazione del 50% per le ristrutturazioni (per un massimo di 96 mila euro); nel 2015 la detrazione scende al 40%. Una parte della detrazione può essere utilizzata anche per l’acquisto di mobili nuovi o grandi elettrodomestici (lavatrici, frigoriferi, lavastoviglie) ma solo in presenza di ristrutturazioni: in questo caso l’importo di mobili o elettrodomestici non può comunque mai superare quello dei «lavori» fatti. Da quest’anno, poi, sarà possibile indicare nella dichiarazione dei redditi le spese sostenute nel 2013.

TASSE CASA, DA TASI A TARI: è la vera rivoluzione del 2014. L’Imu prima casa scompare, ma rimane per le seconde. A questa si aggiunge la Tasi, che serve a ripagare i servizi indivisibili dei Comuni (come l’illuminazione o la pulizia delle strade). Per questo la pagheranno anche le prime case e anche gli inquilini, seppure in forma ridotta. L’aliquota Imu-Tasi, al momento, non può superare nel 2014 il 2,5 per mille sulla prima casa e il 10,6 per mille sulla seconda. Ma per dare ai Comuni maggiore flessibilità (e risorse) per introdurre detrazioni in favore di famiglie e meno abbienti potrebbe arrivare – il governo ci sta ragionando sopra – un aumento del tetto massimo d’aliquota al 3,5 e all’11,6 per mille. Al momento sono previste sulla Tasi detrazioni per single e case abitate solo per pochi mesi. La Tari, invece, è la nuova tassa sui rifiuti, analoga a quella appena archiviata: dovrà ripagare i servizi. Imu, Tasi e Tari formano insieme la Iuc, l’Imposta unica comunale.

DICHIARAZIONE REDDITI SI SEMPLIFICA: più semplice la dichiarazione dei redditi 2014. Bisognerà indicare i redditi immobiliari non rivalutati e le spese mediche vanno segnate al lordo della franchigia di 129,11 euro.

MONITORAGGIO CAPITALI ESTERI: arriva una stretta informativa sui capitali all’estero. Nella prossima dichiarazione dei redditi dovranno essere indicati anche quelli inferiori ai 10 mila euro. Il fisco farà attenzione ai titolari effettivi e non più solo a quelli diretti. Calano, tornando a livelli europei, le sanzioni.

RIVALUTAZIONE BENI D’IMPRESA: torna l’opportunità per le imprese di rivalutare i propri beni. L’imposta sostitutiva è del 16% per i beni ammortizzabili e del 12% per gli altri. Sono previste tre rate annuali di pari importo, la prima scade entro il versamento a saldo dell’Ires (o il 16 giugno o il 16 luglio).

WEB TAX: non è l’arrivo di una nuova tassa ma, con la legge di Stabilità, è stato stabilito che le multinazionali del web per vendere pubblicità in Italia devono avere partita Iva italiana; obbligo di pagamenti tracciabili.

LA LUCE COSTERA’ DI PIU’ – Dal primo gennaio le tariffe per la luce aumenteranno dello 0,7%, mentre quelle del gas rimarranno invariate (lo ha stabilito l’Autorità per l’energia

BENZINA – La benzina aumenta di 0,4 centesimi al litro dal primo gennaio per finanziare la cosiddetta credit tax cinema. Questo per quanto riguarda il 2014. Ma nei due anni successivi il rischio che ci siano altri rincari è alto: nel 2015 e 2016 è infatti previsto (come clausola di salvaguArdia) un aumento di 2 centesimi. In altre parole, se l’abolizione della seconda rata Imu lascerà un buco nei conti pubblici, scatterà l’aumento della benzina. E nel biennio successivo, il 2017-2018 scatteranno altri aumenti per 400 milioni di euro spalmati sui due anni.

PRODOTTI BANCARI – Aumenta l’aliquota applicata sul capitale investito in prodotti ma salta il bollo fisso di 34,20 per le giacenze inferiori a 17mila euro. In altre parole, dal primo gennaio non ci sarà più il bollo fisso a 34,20 euro sui conti correnti, bancari e postali, con giacenze medie di 17.000 euro, mentre l’aliquota salirà dallo 0,15% allo 0,2% della giacenza.

PREVIDENZA - Sorpresa poco piacevole per i lavoratori che versano contributi alla gestione separata dell’Inps (quella dei co.co.co) che siano già iscritti ad altre forme di previdenza.

22% per il 2014  –         23,5% per 2015 –          24% per il 2016.

Soggetti non titolari di partita iva non iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria ne pensionati 28%;

Soggetti titolari di partita iva non iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria ne pensionati 27%;

a detta aliquota occorre aggiungere l’ulteriore contributo assistenziale dello 0,72 per indennità di maternità

 

INPS Commercianti e Artigiani: progressivo aumento dello 0,45% fino al raggiungimento del 24% nel 2018 per il 2014 passa al 22,20%. Per i commercianti bisogna inoltre sommare un contributo aggiuntivo dello 0,09% ai fini dell’indennizzo per la rottamazione dei negozi o delle licenze.

Per le imprese con oltre 15 dipendenti non incluse nella Cig ordinaria e straordinaria viene poi chiesto un versamento pari allo 0,5% delle retribuzioni per due terzi a carico del datore di lavoro e per un terzo dell’impresa.

Nuovi requisiti per andare in pensione dal primo gennaio 2014: 66 anni e 3 mesi per lavoratori dipendenti e autonomi e per lavoratrici del settore pubblico, 63 anni e 9 mesi per lavoratrici del settore privato; 64 anni e 9 mesi per lavoratrici autonome. In merito alla pensione anticipata, per le persone in possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, sono richiesti 42 anni e 6 mesi di anzianità contributiva per gli uomini e 41 anni e 6 mesi per le donne. Nessuna novità, invece, per i quota 96, i lavoratori del comparto scuola alle prese con difficoltà previdenziale inaspettate per via della peculiarità del loro calendario.

LE NUOVE TASSE SULLA CASA

ABITAZIONE PRINCIPALE

A trarre maggiore vantaggio dal nuovo sistema di tassazione saranno gli acquirenti delle prime case (da venditori privati). L’imposta di registro scende infatti di un punto, dal 3 al 2% del valore dichiarato nel rogito. Diminuiscono anche le imposte ipotecarie e catastali che sono applicate in somma fissa e passano da 168 euro a 50 euro ciascuna. Esempio: per un immobile con un valore di 100mila euro, nel 2013 si pagavano 3.336 euro di tasse (3mila euro per l’imposta di registro e 336 per quelle catastali e ipotecarie). Quest’anno, invece, la somma da sborsare sarà di 2.100 euro (2mila euro di imposta di registro, cioè il 2% e 100 euro per le tasse catastali e ipotecarie).

SECONDE CASE

Vantaggi in arrivo anche per chi compra una seconda casa (sempre da un privato). L’aliquota dell’imposta di registro sale al 9% (mentre nel 2013 variava tra il 3 e l’8% a seconda dei casi). Nello stesso tempo, però, l’imposta ipotecaria e quella catastale saranno applicate in somma fissa per un importo di 50 euro ciascuna, mentre prima erano pari, rispettivamente, al 2% e all’ 1% del valore catastale dell’immobile, espresso nel rogito. Esempio: per la cessione di un’abitazione secondaria da 100mila euro, nel 2013 l’acquirente pagava di tasse un’aliquota del 10% (il 7% di registro, il 2% per l’ imposta ipotecaria e l’1% per quella catastale), per un totale di 10mila euro. Quest’anno, dovrà sborsare invece 9.100 euro (il 9% per l’imposta di registro e 100 euro fissi per le tasse ipotecarie e catastali).

ACQUISTO DAI COSTRUTTORI (prima casa)

Un po’ più complessa è la situazione per chi acquista un immobile direttamente da un costruttore. Nel caso della prima casa, se i lavori di edificazione sono terminati da meno di 4 anni, il compratore continuerà a pagare l’iva del 4%. L’imposta di registro, che era pari a un importo fisso di 168 euro nel 2013, sale a 200 euro nel 2014. Lo stesso incremento è previsto per la tassa catastale e per quella ipotecaria. Nel complesso, dunque, ci sarà un aggravio di circa 100 euro.

Se però la prima casa viene acquistata da un costruttore dopo 4 anni dall’ultimazione dei lavori, non viene applicata l’iva (com’era già nel 2013) ma ci sarà la nuova imposta di registro ridotta dal 3 al 2%. Aumentano invece da 168 a 200 euro ciascuna l’ imposta catastale e ipotecaria (non c’è la riduzione a 50 euro come per le transazioni tra i privati). In questo caso, su una compravendita di 100mila euro, ci sarà un risparmio di circa 940 euro (1.000 euro in meno per l’imposta di registro, accompagnati da un piccolo incremento di circa 60 euro per il prelievo catastale e per quello ipotecario).

ACQUISTO DAI COSTRUTTORI (seconda casa)

Se l’immobile acquistato è una seconda casa e i lavori di edificazione sono terminati da meno di 4 anni, resta l’iva al 10% come nel 2013. L’imposta di registro, che era pari a un importo fisso di 168 euro nel 2013, sale a 200 euro nel 2014. Lo stesso incremento è previsto per la tassa catastale e per quella ipotecaria. Nel complesso, dunque, ci sarà un aggravio di circa 100 euro, come per la prima casa.

Se però la seconda casa viene acquistata da un costruttore dopo 4 anni dall’ultimazione dei lavori, si applica lo stesso regime previsto per le abitazioni secondarie comprate da un privato. C’è dunque l’imposta di registro del 9%, mentre la tassa catastale e quella ipotecaria vengono applicate in somma fissa e ridotta, con un importo di 50 euro ciascuna.

PICCOLE SUPERFICI

Le penalizzazioni maggiori ci saranno invece per chi acquista dei piccoli immobili che costano qualche migliaia di euro. Per la nuova imposta di registro, infatti, è previsto sempre un importo minimo di 1.000 euro, mentre nel 2013 veniva calcolata sull’effettivo valore del fabbricato. Esempio: chi acquista un garage da 4mila euro, dovrà pagare 1.000 euro di tassa di registro, più altri 100 euro per l’imposta catastale e per quella ipotecaria. Nel 2013, invece, la somma da sborsare era di 616 euro (280 euro per la tassa di registro, che era pari al 7%, più 336 euro per l’imposta catastale e ipotecaria, che erano di 168 euro ciascuna).

Lunedì, 03 Gennaio 2014

Studio  Saia

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